La poesia malinconica e sentimentale è un respiro dell’anima, scriveva Leopardi nel suo Zibaldone di pensieri. Una verità che custodisco tra le note del mio cellulare, insieme ai versi che preferisco, raccolti e collezionati negli anni. Li rileggo spesso, aggiungendo quando capita qualche nuova citazione perché è confortante e “terapeutico” riconoscersi nelle parole degli altri.
Un’ambulanza, poi una farmacia
Che la poesia possa davvero curare la nostra anima forse però non è solo un mio pensiero. Infatti è sempre stata la convinzione anche di Deborah Alma, fondatrice di Poetry Pharmacy. La prima farmacia della poesia al mondo, accessibile senza ricetta, dove il paracetamolo è sostituito da rime e figure retoriche. Si trova a Londra, a Shropshire e a Oxford Street, ma la sua storia è molto più lunga. Quando Deborah lavorava con persone affette da demenza, utilizzava la poesia come strumento terapeutico, sfruttandone la capacità comunicativa «in grado di stimolare la memoria e di attivare una connessione emotiva tra i pazienti». Nel 2011 creò anche un pronto soccorso mobile per l’anima, prescrivendo poesie anziché medicine. Il progetto si chiamava The Emergency Poet. Un’ambulanza d’epoca acquistata su Ebay con cui Deborah viaggiava per il Regno Unito offrendo consulenze poetiche durante festival ed eventi comunitari, all’interno delle biblioteche.
Otto scaffali, otto emozioni
Con il tempo, il progetto si è evoluto nell’idea di creare uno spazio permanente dove le persone potessero trovare conforto, compagnia, ispirazione o spunti di riflessione e così è nata Poetry Pharmacy. «Credo che la poesia possa aiutare le persone a sentirsi meno sole», spiega la fondatrice. «Una poesia può offrire riconoscimento, prospettiva, conforto, umorismo o anche solo un momento di pausa in un mondo caotico. Le persone arrivano sentendosi sopraffatte e se ne vanno avendo trovato le parole per esprimere qualcosa che prima non riuscivano a spiegare». Perché a volte non è il corpo, ma il cuore ad aver bisogno di cure ed è per questo che nella singolare farmacia londinese si acquistano rimedi poetici per i malesseri interiori.
Libri e poesie “su prescrizione”
All’interno del negozio gli scaffali sono pieni di versi che prendono il posto degli sciroppi. Da un lato i libri, che non seguono la tradizionale divisione per generi letterari, ma si organizzano attorno a otto temi emotivi: primo soccorso, calma, trasformazione, parole d’amore, conforto, gioia, rimedio selvaggio e ispirazione. E poi ci sono le “pillole”, iniezioni di fiducia accuratamente catalogate: piccole boccette di vetro contenenti estratti di poesie, pensati per interventi mirati e immediati contro particolari stati d’animo. «Volevamo creare uno spazio in cui i lettori potessero seguire un sentimento o un bisogno emotivo, piuttosto che dover decidere in anticipo che tipo di libro stessero cercando», dice Deborah.
Una terapia senza medicine
L’atmosfera è giocosa, ma sotto il colore e la leggerezza esiste la seria convinzione che le parole contino e che la letteratura possa aiutarci a orientarci nelle nostre fragilità.
Da Londra a Firenze, stessa cura

Anche a Firenze esiste una curiosa libreria nata dalla consapevolezza che le parole possano curare l’anima. L’idea è di Elena Morini che, dopo la sua esperienza nel mondo delle librerie a grande distribuzione, ha deciso di aprire un piccolo rifugio per le emozioni. Così nel 2018 nasce la Piccola Farmacia Letteraria dove i libri sono catalogati in base agli stati esistenziali e ai sentimenti che esplorano e sono accompagnati da bugiardini realizzati dalle psicologhe socie di Elena. Quando entri nella libreria puoi compilare un test psicologico creato per guidarti tra gli scaffali alla scoperta di percorsi di lettura inaspettati, autori e generi affini per sensibilità e tematiche narrate.
Quando leggere diventa una cura
Anche qui tutto è costruito con attenzione: «La lettura può avere un effetto molto profondo sul nostro benessere psicologico, perché permette di entrare in contatto con parti di noi che spesso restano difficili da decifrare. Una poesia o un romanzo offrono parole per esprimere quello che sentiamo ma che magari non riusciamo a formulare. Dal punto di vista emotivo, leggere può calmare, ma anche attivare processi di consapevolezza», spiegano le psicologhe Ester Molini e Deborah Sergiampietri. «Quando vediamo la nostra esperienza rappresentata da una storia o da un personaggio, siamo in grado di organizzare meglio il nostro vissuto. Dare un nome a ciò che proviamo è un primo passo per comprenderlo».
Il tempo delle emozioni
E proprio perché viviamo in un tempo veloce e frammentato, abbiamo bisogno di esperienze capaci di restituirci profondità. «In un mondo in cui siamo continuamente sollecitati a reagire, leggere ci invita invece a sentire. I libri ci aiutano a recuperare continuità, immaginazione, interiorità. Questo ha un valore psicologico importante, perché la mente ha bisogno di tempo per dare significato». E se libri e poesie non possono rappresentare una reale alternativa a cure psicologiche, restano strumenti potenti capaci di «favorire l’elaborazione emotiva diventando una pratica di cura quotidiana».
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