Una famiglia benestante della provincia italiana. Una ragazza di vent’anni, Luce. E un amore che la porta fuori dai binari previsti. Per aiutare il nuovo fidanzato a pagare un debito e a tirarsi fuori da un brutto giro, Luce si fa convincere da un’amica a spogliarsi ed esibirsi su un sito di intrattenimento erotico a pagamento. Blue è il film di Eleonora Puglia – dal nome del sito fittizio – che arriva nei cinema il 23 luglio, con Rocco Siffredi a interpretare il padre della protagonista (la giovane Alexia Cozzi).
Chi è Rocco Siffredi: dalla provincia al porno, fino al cinema
Che ci fa il 62enne re del porno nel ruolo di un affermato medico, lontanissimo dal mondo dei siti erotici e sconvolto dalla scoperta di una figlia che ne fa parte? «Mi è piaciuta l’idea di affrontare l’argomento perché è una vicenda molto verosimile. E credo mi abbiano coinvolto proprio perché faccio parte di entrambi i mondi: sono cresciuto a Cortona, in una provincia simile a quella di Blue e a parte la carriera nel porno sono anch’io padre» risponde. La lunga storia di Siffredi è nota ed è diventata, due anni fa, anche una docuserie di Netflix.
Lui stesso si era raccontato con schiettezza nell’autobiografia Io, Rocco (Mondadori, 2006) e nello spettacolo teatrale L’ultimo samurai (2019), tra luci e ombre di una vita in altalena tra stigma e celebrazione, senza nascondere la sua dipendenza dal sesso e le conseguenti crisi nel matrimonio ultratrentennale con l’ungherese Rozsa Tassi. Nel business di famiglia, per quanto non da pornoattori ma da produttori, sono entrati anche i loro due figli Lorenzo e Leonardo, di 30 e 26 anni.
Con la rivoluzione tecnologico-digitale che ha cambiato il mestiere dagli anni d’oro del suo successo, anche “mister 24 centimetri” – com’era battezzato – si è evoluto. Ha creato la Siffredi Academy per chi vuole conoscere il mestiere. Ha scritto Sex Lessons (ed. Mondadori) per spiegare ai giovani la differenza tra il porno e il sesso vero. L’anno scorso, dopo una lunga pausa, ha ripreso anche l’attività di attore. «Perché mi fa stare bene anche se, con l’età, mi ritrovo coi dolori di schiena la notte» ha dichiarato in una recente intervista.
OnlyFans e i rischi per le giovanissime: «Un giochino vizioso»
Pensa che Blue sia una storia educativa?
«Racconta bene la realtà di oggi con tutte le insidie per le giovanissime: l’esistenza di centinaia di siti come OnlyFans può spingere le ragazzine di 15 anni a crearsi un profilo da “content creator”, senza immaginarne le conseguenze. È così facile che si registrano tra i 15 e i 20mila nuovi ingressi al giorno, peccato che una volta che sono in Rete ci restano e diventa un giochino molto vizioso, perché magari inizi con due foto dei piedi e appena arriva qualche soldo cominci a fare sempre di più, cercando di soddisfare le fantasie dei clienti. Ci sono 18enni che sperano di avere più successo passando al porno e si mettono contro la famiglia. Ne sento tante di storie, visto che vengo contattato sia da aspiranti pornoattrici sia da genitori disperati».
Vorrebbe dirci che lei le ferma, anche se sono maggiorenni?
«Tempo fa mi hanno chiamato i genitori di una 19enne abruzzese che si era rivolta a me per studiare da pornoattrice. Erano affranti e gli ho riferito quello che la figlia mi aveva raccontato, cioè che i suoi forse non sarebbero stati d’accordo ma si sarebbero ricreduti vedendola tornare in Porsche. Purtroppo è questo il messaggio che passa dai social».
Sesso, soldi e vocazione: «Avrei pure pagato»
Da ragazzo non inseguiva anche lei sesso e ricchezza?
«Di certo volevo una vita diversa da quella dei miei, che erano poveri, ma non è per i soldi che ho scelto di fare il pornostar. Fare sesso era la mia vocazione. Avrei pure pagato invece hanno pagato me e la richiesta ha fatto alzare il prezzo. Mi hanno sempre detto che si vede, che lo faccio con passione, e questo è il miglior complimento».
Se fosse ventenne oggi che percorso seguirebbe?
«Difficile dirlo. Forse non sarei diventato Siffredi, viste quante cose sono cambiate. Tra le ragazze di oggi sarebbe impossibile trovare una Moana perché c’erano molti più passi da fare, ci si arrivava gradualmente e molte avevano il tempo di cambiare idea, di rendersi conto che il porno non faceva per loro e tirarsi indietro. E come mostra il film Blue, la mentalità nei confronti delle donne non è migliorata, i ragazzi non vogliono una partner che fa la “content creator”».
Il ritorno sul set e gli anni difficili: «Mio figlio, Le Iene, mia moglie»
Che cosa l’ha spinta, a 62 anni, a tornare sul set come pornoattore?
«Ho attraversato un periodo molto difficile, l’anno scorso, per due motivi. Innanzitutto mio figlio Leonardo ha avuto seri problemi di cuore, tanto che per un anno siamo stati a Milano per seguirne le cure. Poi sono stato attaccato dal programma “Le Iene”: hanno intervistato alcune aspiranti pornoattrici che mi hanno accusato di abusi, senza sentire altre voci, e io ho fatto causa per diffamazione. Ad agosto di un anno fa stavo talmente male che ho pensato di tornare davanti alla telecamera, perché il set porno è il posto dove sto bene da una vita. Era dal 2022 che non lavoravo più, mi sentivo in colpa con mia moglie e volevo dedicarmi solo a lei».
E “santa Rosa”, come l’ha spesso chiamata lei, come ha reagito?
«È una donna intelligente e mi vuole bene, se mi vede felice è felice anche lei».
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