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Self-touch: le tua mani ti aiutano a ritrovare equilibrio

La mente accelera, il corpo si tende. Eppure basta un tocco per invertire la rotta: merito del self-touch, gesti semplici che placano l’agitazione e aiutano a ritrovare equilibrio. Provali

Pensieri che si accavallano, impegni che si rincorrono, notifiche incessanti. Nel tran tran quotidiano la mente corre come un treno ad alta velocità, senza soste, mentre il corpo resta in tensione. Eppure, la calma può essere a portata di “mano”. Lo confermano le neuroscienze. «Oltre al tatto “discriminativo”, che ci permette di riconoscere la forma e la consistenza degli oggetti, esiste un tatto “affettivo”, mediato da specifiche fibre nervose chiamate C-tattili, particolarmente sensibili, che trasmettono segnali alle aree cerebrali legate alle emozioni e alla consapevolezza corporea» spiega la neuroscienziata Paola Sessa, professoressa ordinaria del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova. «È un circuito che dialoga con il sistema nervoso e contribuisce a regolare lo stato emotivo. Il corpo, infatti, non è solo il destinatario passivo delle emozioni, ma uno strumento che può modificarle».

Le emozioni partono dal corpo

Il self-touch sfrutta il tatto, il più antico dei sensi, per modulare lo stato emotivo attraverso un meccanismo “dal basso verso l’alto”, dal corpo alla mente. «I recettori tattili presenti nella pelle inviano segnali al midollo spinale, poi al tronco encefalico e infine all’insula, una regione cerebrale fondamentale per la consapevolezza delle emozioni» spiega Francesca Fardo, neuroscienziata e professoressa associata al Centro di Neuroscienze del Dipartimento di Medicina dell’Università di Aarhus, in Danimarca. «Nell’insula queste informazioni vengono integrate con lo stato interno del corpo, il battito cardiaco, la respirazione, la tensione muscolare, e contribuiscono ad aggiornare la nostra “mappa emotiva” del momento». In altre parole, ciò che il corpo percepisce influenza direttamente ciò che la mente interpreta. «Non è un effetto miracoloso, ma il risultato del fatto che le emozioni non vivono solo nel cervello, bensì sono inscritte nel corpo».

L’antidoto al “touch” digitale

Tra swipe e scroll, le dita interagiscono con lo schermo del telefonino e degli altri dispositivi digitali migliaia di volte al giorno. Il paradosso? «Oggi siamo continuamente stimolati sul piano tattile, ma in un modo che non nutre davvero il sistema sensoriale. È come consumare grandi quantità di cibo senza assumere i nutrienti necessari» osserva la neuroscienziata Arianna Schiano Lomoriello, ricercatrice all’Università di Padova. Una condizione che può influenzare anche il benessere emotivo. «Se il cervello si abitua a gesti veloci e ripetitivi, può diventare meno sensibile al contatto fisico che invece ha un effetto realmente regolativo sul sistema nervoso» aggiunge Sara Costa, dottoranda di ricerca all’Università di Padova e di Parma. La buona notizia, però, è che la plasticità del cervello gioca a nostro favore. «Questi circuiti sono molto flessibili. Basta reintrodurre esperienze tattili per riattivarli rapidamente, anche nella vita di tutti i giorni, con piccoli gesti consapevoli». Ecco da dove iniziare.

Sfrega le mani per interrompere i pensieri

Quando la mente entra in loop e rimugina senza sosta, anche un gesto semplice può interrompere il flusso. Strofinare o stringere le mani tra loro per alcuni secondi riporta la concentrazione al corpo. «Entrambi i gesti riportano l’attenzione al “qui e ora”» spiega la neuroscienziata Francesca Fardo. «Il contatto fisico introduce un’informazione concreta e immediata che compete con il flusso dei pensieri astratti e aiuta a interromperli, anche solo per un istante, favorendo una maggiore chiarezza mentale».

Appoggia il palmo sul petto per calmare l’agitazione

Il self-touch non elimina le cause dello stress, ma può modularne l’intensità. «Più che una strategia risolutiva, negli studi che sono stati condotti si è visto che è uno strumento di regolazione in tempo reale, utile a riportare il sistema mente-corpo verso un maggiore equilibrio» precisa l’esperta. Un gesto semplice, per esempio, come appoggiare una o entrambe le mani al centro del petto, esercitando una lieve pressione per circa 30 secondi, può aiutare a ritrovare la stabilità. Ancora più efficace se accompagnato dal respiro. «Nella gestione dello stress, la “mano sul cuore” agisce come un’ancora sensoriale: attiva i meccanocettori del torace e favorisce la consapevolezza del battito e del respiro. In questo modo si rafforza l’interocezione, cioè la capacità del cervello di percepire e interpretare gli stati interni del corpo, riportando la mente al presente e attenuando la risposta allo stress».

Porta le dita sul visoper rimanere concentrata

«Quando ci tocchiamo, forniamo al cervello un’informazione sensoriale altamente prevedibile. Il tocco arriva esattamente dove e quando il cervello se lo aspetta. Questa prevedibilità è interpretata come un segnale di sicurezza». Un altro modo di usare le mani per influenzare la mente è la posizione yoga chiamata Shanmukhi Mudra. Trova uno spazio tranquillo dove poter stare sola e siediti con la schiena dritta. Chiudi gli occhi e porta delicatamente i pollici a chiudere le orecchie, appoggia gli indici sopra le sopracciglia e i medi sulle palpebre senza esercitare pressione. Poi posiziona gli anulari ai lati del naso e i mignoli sopra il labbro superiore, mantenendo il viso rilassato e il respiro calmo per qualche minuto. Per amplificarne gli effetti, è possibile integrare questa posizione e gli altri esercizi con delle strategie complementari basate sull’immaginazione. «Si può immaginare, per esempio, il self-touch come una carezza data a un bambino, per poi rivolgere con consapevolezza quella stessa sensazione di cura e tenerezza verso noi stessi. Non è tanto il gesto in sé a fare la differenza, quanto l’intenzione con cui ci si dedica attenzione e gentilezza».

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