Eccomi qui, a raccontarmi… Da dove comincio? Dall’inizio, ovvio. Sono una terzogenita, sicuramente cresciuta con la strada abbastanza spianata da mia sorella e da mio fratello, rispettivamente più grandi di me di cinque e tre anni. Ho avuto un’infanzia che definirei “agropolese”. Infatti sono nata ad Agropoli, un paese sul mare in provincia di Salerno, e i miei ricordi di quel periodo sono legati a quel luogo incantevole, ai riti familiari, ai pranzi tutti insieme.
Come ogni bambino, avevo un sogno. Il mio era scrivere, volevo diventare una giornalista come Oriana Fallaci. Ma c’era dell’altro. Al tempo stesso, infatti, desideravo iscrivermi al liceo artistico, un luogo che, secondo me, mi avrebbe permesso di sfogare la mia potente necessità di disegnare, dipingere, creare.
La cucina, insomma, non faceva parte dei miei piani. Ci sono arrivata con il tempo. Mia sorella Angela era quella davvero appassionata, mentre io mi dedicavo molto più alla scrittura e, in cucina, alla creazione di dolci. Poi, durante gli anni dell’università (Giurisprudenza) ho iniziato a cucinare “sul serio” e, quando mi sono trasferita a Milano per frequentare un master in comunicazione, la mia passione è cresciuta sempre di più, a dismisura, fino a diventare una quotidianità senza la quale non potevo stare. Chi ama mettersi ai fornelli mi può capire. E può anche comprendere che cosa è successo dopo: quando ho iniziato a lavorare in un’azienda, la cucina è diventata la mia valvola di sfogo e il mio prezioso momento di relax tornata a casa la sera. Da lì, è germogliata la mia scelta folle: a 25 anni mi sono licenziata per provare a costruire una carriera nel mondo della cucina. Il vento del cambiamento aveva iniziato a soffiare.
Tutto è cominciato nel 2010: ho detto addio al mio impiego nel marketing, volevo provare ad aprire un catering. Ma, si sa, in Italia i tempi sono spesso lunghi, elefantiaci. Così, mentre aspettavo, impantanata nella burocrazia e nei permessi per l’apertura dell’attività, ho aperto un blog di cucina con mia sorella. Si chiamava Sorelle in pentola ed era lo spazio in cui io e Angela raccontavamo le ricette della nostra famiglia. Lo scrivevamo entrambe, lei da Treviso e io da Milano, e ha funzionato: in poco tempo Sorelle in pentola è diventato un blog molto seguito e ha anche ottenuto diversi riconoscimenti.
Però, un altro cambiamento ha bussato alla mia porta: dopo un po’ di tempo io e Angela abbiamo scelto di separarci (professionalmente) per creare due progetti diversi. Lei ha aperto una scuola di cucina a Treviso. Io ho creato un altro blog (chiaramaci.com, che è il mio blog ancora adesso) e ho intrapreso una nuova carriera televisiva (con programmi come Cuochi e fiamme, L’Italia a Morsi con Chiara Maci e, più di recente, Cortesie in famiglia) e con le aziende. Per me e mia sorella è stato naturale scegliere strade diverse: Angela ama insegnare, mentre io preferisco scrivere e fare consulenze alle aziende (mondo che conosco bene e che amo). Poi da lì, da quel turning point piccolo solo all’apparenza, tutto è cresciuto e cambiato velocemente. Sul lavoro ho cambiato a volte i mezzi e gli strumenti, ma ho cercato di mantenere la genuinità di sempre.
Sì, io mi occupo delle tante sfaccettature della cucina e del food. Un ambito che, a livello professionale, per tanti anni è stato considerato appannaggio degli uomini. Però, credo che i tempi siano cambiati e stiano tuttora cambiando. È vero che la cucina è sempre stato un mondo maschile, ma è altrettanto vero che le donne stanno conquistando ruoli sempre più importanti nella ristorazione e questo anche grazie all’evoluzione della figura femminile, che adesso per fortuna non è solo considerata come moglie, madre e cuoca (ma solo in casa propria). Restando sul “tema donne”, c’è una riflessione che non posso evitare di fare: siamo chiamate a fare tanto, a volte troppo. La gestione del lavoro, della famiglia, del tempo per noi stesse è frutto di un’organizzazione perfetta che però noi donne siamo bravissime a mantenere. Per me Bianca e Andrea, i miei figli, sono prioritari. Sento il bisogno di seguirli in ogni aspetto della loro vita e di conseguenza modifico e organizzo il lavoro in modo da assecondare spesso i loro ritmi e le loro richieste. Certo, come tutte le mamme, credo di sbagliare un sacco di cose ma, d’altronde, nessuno ci insegna a fare questo mestiere. Insomma: metto i miei ragazzi al primo posto. E i momenti più delicati della mia vita sono stati quelli in cui i miei figli sono venuti al mondo. Anche perché ci vuole tempo per imparare a essere madri e padri. Non è un viaggio facile, ma è sicuramente il più importante e il più bello.
Se chiudo gli occhi e penso a un momento cruciale della mia vita, non ho dubbi: la nascita di Bianca, sicuramente. Avevo 29 anni e diventavo madre, da sola, di una bambina che avrebbe portato il mio cognome. È stata la tappa più difficile ed emotivamente più forte della mia esistenza.
Tornando a me, credo sia arrivato il momento di svelare il mio carattere, nel bene e nel male. Sono caparbia, costante, ambiziosa. Spesso “maestrina”, permalosa. Mia figlia dice che voglio avere sempre ragione io. Al di là della cucina, poi, ho diverse passioni, per esempio la ceramica e la pittura. Inoltre, non ho sfruttato il mio amore per la scrittura solo nel blog, ma ho anche pubblicato libri. Volumi di cucina e di ricette con momenti di vita mescolati a ingredienti e a piatti di casa e di famiglia. Qualche anno fa, ho anche realizzato il mio primo libro per bambini: Le mie ricette da fiaba. Lupi mangiatorte, principesse intraprendenti e piatti incantati. Un volume in cui racconto favole famose alle quali ho cambiato il finale e abbinato una ricetta. Per ultimo, l’anno scorso è uscito il mio primo romanzo: Quelle due, un libro che parla di monogenitorialità, ma soprattutto del fatto che ognuno di noi dovrebbe accettare e ringraziare la propria storia personale.
Ma voglio tornare ancora una volta alla mia più grande passione (la cucina) anche perché, tanto vale dirlo, proprio adesso, mentre racconto la mia storia, ho in forno le brioche impastate stamattina e in padella un riso croccante all’orientale che adoro. A proposito di piatti che mi fanno impazzire, lo ammetto: vado matta per lo spaghetto, al pomodoro o alle vongole. Ma che “padrona di casa” sarei se, prima di chiudere la mia storia non lasciassi una ricetta facile e veloce, da provare subito? Bene, eccola: focaccine ripiene a piacere. Per prepararle, metti in una ciotola 340 grammi di farina 00, un pizzico di sale e uno o due cucchiai rasi di bicarbonato. Aggiungi circa 300 grammi di yogurt greco (ma la quantità può variare a seconda della consistenza dello yogurt) e amalgama il tutto. Impasta con le mani, creando un panetto (che dev’essere liscio e compatto), e poi lascia riposare coperto per 15/20 minuti. Dividi in sei parti, forma alcune palline e stendi con il mattarello. Metti al centro di ciascuna focaccina la farcitura che preferisci (io uso solo mozzarella), poi chiudi sigillando bene. Cuoci in padella antiaderente per 10/12 minuti girando di tanto in tanto. Le focaccine sono pronte quando le vedi ben dorate.
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