Può un “ciclone” cambiare la storia di un villaggio, rendendolo leggendario? Certo. Se è biondo, sensuale e si chiama Brigitte Bardot. Era il 1956 quando la giovane attrice parigina arrivò a Saint-Tropez per interpretare E Dio creò la donna di Roger Vadim. Con lei iniziò la Dolce Vita tropézienne: feste, yacht lussuosi, locali notturni e trasgressione. Da tranquillo villaggio di pescatori del Var, Saint-Tropez divenne l’epicentro del jet set internazionale, frequentato da Gianni Agnelli, Gunther Sachs, Jean-Paul Belmondo e Alain Delon.
Sulle orme di BB
A distanza di decenni, il mito è ancora vivido. A rendere Saint-Tropez diversa dalle altre località della Côte d’Azur è il suo carattere mondano e insieme popolare, che non ha mai dimenticato le radici da villaggio di pescatori.

La cittadina conserva soprattutto il ricordo di BB, Brigitte Bardot, che qui visse nella sua celebre villa La Madrague, trasformandola in un simbolo di libertà e leggenda. Basta arrivare sulla spiaggia La Ponche, set del film di Vadim, per immaginare la giovane attrice passeggiare sul bagnasciuga.

La suggestione prosegue nella vicina De la Glaye, con le sue case color caramello alle spalle delle quali si innalza il campanile della chiesa Notre Dame de l’Assomption, che domina il paesaggio e resta uno dei simboli più riconoscibili della cittadina.
Il ritmo di Saint-Tropez
A La Ponche, l’antico quartiere dei pescatori, si respira ancora l’autenticità delle origini, tra vicoli silenziosi, persiane scolorite e scorci sul mare.

A questa tranquillità si contrappone la vivacità di rue Gambetta, tra boutique, gallerie e locali sempre animati. Ma per cogliere lo spirito dei tropeziani si raggiunge piazza Des Lices, sede del mercato provenzale e delle tradizionali partite di pétanque (le bocce francesi) giocate all’ombra dei platani. Altro luogo simbolo è il Vecchio Porto, tra barche, caffè e ristoranti affacciati sull’acqua.
Blu senza confini
Seguendo il profumo del mare si cambia scenario nel selvaggio Cap Taillat. Un promontorio roccioso ricoperto di vegetazione, collegato alla terraferma da un sottile istmo sabbioso.

Dalla cima, la vista si allarga sulla penisola e sulla costa. Intorno al Capo, gli scogli celano spiagge raggiungibili con sentieri immersi nella macchia mediterranea e nei pini marittimi. Un ritratto marino d’altri tempi, affacciato su un mare dai colori tropicali. Come la vicina spiaggia dell’Escalet, lunga, sabbiosa e senza lidi attrezzati: un invito all’ozio e a godersi il tempo in un angolo incontaminato.
Un borgo d’altri tempi
Se il mare è un richiamo unico, anche l’entroterra del Var non delude. Tra boschi di pini e scorci sul Mediterraneo si raggiunge Grimaud, borgo provenzale in collina considerato tra i più belli della regione. Il suo nucleo medievale invita a rallentare tra vicoli acciottolati e atmosfere d’antan. Da non perdere route des Templiers, antica via dei commercianti, con le eleganti dimore delle famiglie più facoltose del paese.

Volgendo, invece, lo sguardo all’insù la vista è catturata dalle rovine del Castello del XI, che domina il paese e regala dal belvedere un magnifico colpo d’occhio sul panorama del Massiccio dei Maures immerso tra fitti boschi di castagni, pini e querce.
Il giardino sul mare
Un’altra splendida veduta la offre Gassin, piccolo borgo medievale che vanta una magnifica vista sul Golfo di Saint-Tropez e l’Andruno, la via più stretta del mondo (29 centimetri), entrata nel Guinness dei primati.

Tornando verso la costa si incontra la Domaine du Rayol, tenuta protetta di 7 ettari creata dal paesaggista Gilles Clément, con dieci giardini che raccolgono specie provenienti da aree del mondo. Un viaggio olfattivo e sensoriale tra piante e fiori delle Canarie, della California, del Cile e della Nuova Zelanda.
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