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Troppe parolacce ti danno fastidio?

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Questa settimana su Confidenze ne Le risposte dell’anima parliamo di parolacce, un fenomeno di costume ormai molto diffuso nella nostra società, sdoganato dalla televisione e dai politici che nei dibattiti se le suonano a colpi di epiteti irripetibili (e c’è chi sullo slogan del turpiloquio ci ha costruito anche un movimento politico).

Basta seguire uno degli innumerevoli talk show serali per rendersene conto, con ospiti che vengono invitati apposta perché con il loro linguaggio “colorito” movimentano la trasmissione. L’unica offesa (fortunatamente) non ancora sdoganata è la bestemmia: qualcuno si ricorderà la fine che fece l’attore Leopoldo Mastelloni quando nel 1984 pronunciò una bestemmia in diretta tv sulla Rai: venne bandito da ogni trasmissione (e con lui la conduttrice Stella Pende) e non mise più piede in tv.

Se oggi si dovesse applicare la stessa regola a chi si insulta in diretta infarcendo il linguaggio di particolari anatomici e anatemi generazionali, credo che gli studi di tante trasmissioni resterebbero deserti.

Così anche per i genitori diventa sempre più difficile trasmettere ai figli l’importanza di “non dire le parolacce” contornati come siamo da una società che sembra confermare il contrario e che considera “antiquato” tutto ciò che è sinonimo di “educato”.

Tra gli psicologi c’è chi sostiene che la violenza verbale sia un sostituto della violenza fisica e che quindi vada assolta, altri ritengono invece sia un mezzo per rafforzare un concetto, un’idea. Ma sinceramente a volte di certi discorsi resta in mente proprio solo l’epiteto irripetibile, l’insulto gratuito e volgare. E voi cosa ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio: “Troppe parolacce ti danno fastidio?”.

Commenti

  1. 23 febbraio 2017 / ore 13:51
    Federica

    A me sinceramente danno fastidio, perchè oltre che indicazioni, evidenziano una mancanza di vocaboli con i quali esprimere diversamente un concetto per rafforzare.
    Sarebbe utile imparare e usare bene l’ italiano !!non le parolacce

  2. 23 febbraio 2017 / ore 14:24
    Eugenia

    Mi danno molto fastidio…. forse perché ho ricevuto un’educazione vecchio stampo.

  3. 23 febbraio 2017 / ore 16:50
    Monica

    Troppo permissivismo non aiuta la società. Se una parola viene definita parolaccia è di per se catalogata tra le parole che non si dovrebbero usare abitualmente. Purtroppo quando i piccoli le dicono i grandi ci ridono e il messaggio negativo non passa. Tra gli adulti poi, se uno non la pensa allo stesso modo rispondo con una parolaccia e offendono, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

  4. 14 luglio 2017 / ore 13:14
    Maria Antonietta

    Parolaccia dispregiativo di parola ,già questo dice tutto,sono contraria si capisce per educazione e perché da una parolaccia può iniziare una violenza oltre che verbale anche corporea…Bisogna evitare ed insegnare ai piccoli che non si devono dire e questo tocca in primis ai genitori ,agli educatori e poi anche a tutte le istituzioni che devono fare in modo da evitare dando il buon esempio…vedi tv,ecc…..

  5. 19 agosto 2017 / ore 00:18
    Anna

    Le parolacce mi corrodono. Non è un fatto morale, e francamente è ormai un lusso affermare che sia un fatto estetico. Per me la parolaccia è come la puzza di ascelle, mi toglie respiro.

    1. 28 aprile 2019 / ore 05:18
      Anna Trento

      È quello che provo anch’io. Le parolacce sono come l’alito cattivo, insopportabili, specialmente quando vado al bar e vorrei rilassarmi, tutti quei suoni duri ‘zz’ ‘c’ sono per me mentalmente invalidanti. Le parolacce non fanno scandalo, centriamo bene il problema, non è un fatto di moralità, è un fatto estetico, è come avere i pidocchi in testa.

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